cerchi e spazi

Psicologia

Le Aree di lavoro

Cerchi e Spazi ha l'obiettivo di fornire diversi servizi di supporto psicologico alla persona


Ci occupiamo della valutazione, del supporto e del trattamento delle difficoltà di:

 Adulti e Coppie

Adolescenti e Giovani Adulti

Area Work
 dedicata alla gestione delle difficoltà in ambito lavorativo
Percorsi di supporto, stress management, coaching 

A NATALE: LA MAGIA

A Natale si può regalare il senso della magia, dell’immaginazione, del desiderio, della curiosità e dell’esplorazione, spinte vitali che poco hanno in comune con ciò che accade oggi, a Natale. Il periodo pre-natalizio che culmina il 25 dicembre è, di questi tempi, lo sfondo su cui si asseconda e si favorisce, purtroppo, la tensione a chiedere, richiedere, desiderare oggetti, in quella che ormai è una “pratica inerziale“ - per usare un termine di Daniele Novara e che rende bene qualcosa che si fa perché così si fa, senza più intenzione e consapevolezza bensì come automatismo - ovvero quel processo per cui si chiede “dimmi cosa vuoi”, “scrivi l’elenco degli oggetti che desideri”, si continua con “compro i regali che hai chiesto e anche di più”, per finire nel “tu li scarti voracemente per accumulare tanti nuovi oggetti”. Questa concatenazione di scambi comunicativi e comportamentali va a soddisfare quel senso onnipotente del bambino che si innesta nel “ho avuto tutto ciò che volevo” che il genitore ha di fatto sollecitato e favorito - nonchè compensato - e che va a braccetto con “ti ho dato tutto ciò che volevi”, un pensiero che fa sentire il genitore buono, capace, adeguato.

Ecco, occorre piuttosto ritornare a una dimensione mentale, immaginifica più che concreta, recuperare un alone di magia e segreto, di immaginazione di realtà altre, di storie e personaggi, di attese, di speranze e desideri che prendono forma, rinforzando nel bambino queste stesse dimensioni, che sono importanti, di cui ha bisogno, che fanno bene, che sono ricche di sogni e che rappresentano esperienze positive, utili ad una buona crescita………………………………………………………….


Il 25 novembre è la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

Serve educare i bambini alle emozioni, educare alla valorizzazione delle differenze, ascoltare i propri bisogni per ascoltare poi quelli dell'altro.


INTERVISTA ANNA VAILATI, Cerchi e Spazi Psicologia su Radiomamma


Leggi qui:

https://www.radiomamma.it/news/violenza-sulle-donne-fermarla-educhiamo-i-figli-alla-fragilita-e-alle-emozioni



Novembre 2018 Ascoltarsi ed Ascoltare

Con l'obiettivo di sostenere e favorire un movimento di Ascolto di sé e dell'altro

per il mese di Novembre 2018 la dott.ssa Anna G. Vailati svolgerà colloqui individuali e di coppia a tariffe agevolate
(10% di sconto sulla tariffa standard)

10 OTTOBRE, la GIORNATA NAZIONALE DELLA PSICOLOGIA,  giunta quest’anno alla terza edizione, è promossa dal Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi.


Il tema della campagna 2018  è ASCOLTARSI ED ASCOLTARE: LA PERSONA AL CENTRO DELLA PROPRIA VITA

Lo Psicologo è un professionista che utilizza l’ascolto come fondamentale strumento di aiuto e di sviluppo umano e sociale.

Fulcro della Giornata è l’iniziativa “STUDI APERTI“, incontri di informazione e consulenza gratuiti, che rappresentano una occasione per favorire l’incontro tra i professionisti e gli utenti.

La dott.ssa Anna Germana Vailati aderisce all'iniziativa STUDI APERTI


Alcuni dei nostri Progetti Tematici

QUELLE DIFESE CHE FUNZIONANO, quando ne abbiamo bisogno. Per lasciarci quando ce la facciamo da soli.


Quella distanza emotiva che scatta subito, automaticamente, quando avverti il pericolo, di crollare, quando il tuo corpo, il tuo cuore e la tua mente sentono che è troppo, troppo forte quella sensazione, quell’emozione, che è spavento, che è paura, che è angoscia, e panico. Allora quella distanza emotiva arriva a soccorrerti, a salvarti, a proteggerti da un crollo che senti imminente, quando ti senti invaso da un carico troppo forte di emozione, eccola, quella distanza, ecco quella ferrea razionalità che viene in aiuto, quel congelamento emotivo che serve a non sentire, a pensare sì, a parlare anche, e a ragionare, ma non a sentire, perché non reggeresti, quel sentire, così.

……………………………………………………………………………………………………………………………………………….

RESILIENZA richiede FLESSIBILITA’


Quella RESILIENZA tanto cercata, cui si tende come risorsa strumento di sopravvivenza, anzi di buona vita o nuova vita spesso dopo esperienze emotivamente impattanti - quando non traumatiche - richiede alla base una fondamentale, indispensabile, capacità adattiva: la FLESSIBILITA'

Questa a sua volta richiede, tra le altre, alcune competenze specifiche, prima tra tutte saper ascoltare, osservare, comprendere il contesto; solo da qui è possibile poi riuscire ad assestarsi adeguatamente su di esso. Cogliere le caratteristiche di dove siamo, del nostro interlocutore, sentire la qualità affettiva della relazione, i colori, l’intensità del clima che si crea, comprendere i reciproci ruoli, individuare i confini, guardarsi attorno dunque e saper leggere con precisione e correttamente l’area in cui ci si trova sono presupposti di base per muoversi in piena consapevolezza e centratura.

 

...............................................................................................................................................................

UN TEAM ATTORNO AL PAZIENTE


Versus

"Io sono il dottore e tu non sei un cazzo"


La gestione del paziente e dei suoi famigliari; andare oltre all’intervento strettamente medico.

Un team attorno al paziente, questo dovrebbe essere l’obiettivo o, meglio, la precondizione perché il paziente, ammalato e bisognoso di cure, riceva appunto ciò di cui ha bisogno, assistenza, supporto e adeguate terapie. Invece spesso, molto - troppo spesso, ci si trova di fronte a due fazioni diverse: i medici schierati da un lato che propongono interventi esclusivamente tecnici, lavorano sul fronte clinico e terapeutico, e i famigliari che seguono, a volte arrancano, portando un care giving affettivo, emotivo, calore umano e accoglienza. Occorrono le competenze mediche, l’intervento tecnico, occorrono le cure, il calore della famiglia.


Bene, questa divisione netta di ruoli e competenze, non basta; così, non funziona. Non è sufficiente. Perché?...........................................................................

AUTOSTIMA e RESILIENZA

L’autostima è quella dimensione personale che ci permette di vivere e affrontare il mondo con fiducia nelle nostre capacità, che ci fa credere che possiamo avere successo nelle nostre azioni ed efficacia nei comportamenti, che ci fa muovere con coraggio e positività nei nostri ambiti, relazionali - sociali, personali e famigliari o lavorativi.
Ci permette anche di conoscere e accettare i nostri limiti perché di questi individua le potenzialità di miglioramento e non si ferma a dichiararne l’aspetto invalidante e disfunzionale. L’autostima permette di andare oltre, di rimanere in piedi con serenità e ricaricarsi di nuova energia.

Per questo è importante mantenerla solida e forte, considerarla il pilastro che regge il nostro modo di stare al mondo.
Quando viene meno e vacilla accade che dubitiamo di noi, che abbiamo il timore di agire, che ci demotiviamo, ci svalutiamo, ci sentiamo inadeguati prima ancora di provare a mettere in campo ciò che vorremmo. Non credere in se stessi quindi, ovvero una forte spinta frenante e una sorta di boicottaggio che facciamo a noi stessi.
RESILIENZA è capacità di stare in piedi, di riprendere il nostro stato di equilibrio senza soccombere a ciò che accade e piuttosto ricominciare subito a ricostruire, ricostruirsi, anche quando qualcosa ha fortemente destabilizzato le nostre certezze e il nostro equilibrio, anche quando stiamo vivendo una situazione di forte difficoltà in cui è facile darsi per vinti. Una buona e solida fiducia in se stessi permette di ritrovare le nostre risorse, reagire e rimanere in piedi, ci dà la possibilità di provare ancora, di non abbandonare il campo e così noi stessi.
AUTOSTIMA e RESILIENZA sono allora due aree importanti di lavoro e di sviluppo perché sono le fondamenta del nostro equilibrio interno e della nostra efficacia comportamentale.

 

AREA WORK


Benessere al LAVORO.


Nella nostra attività e nel nostro ruolo portiamo le nostre risorse l’impegno e l’investimento ma anche la fatica, il senso di inadeguatezza e l’ansia di non riuscire a essere efficaci e anche riconosciuti. Nel lavoro mettiamo le nostre competenze ma anche il nostro mondo di aspettative e le nostre caratteristiche personali, frutto e risultato di esperienze pregresse, personali e professionali.


CONTINUA NELLA PAGINA PROGETTI-APPROFONDIMENTI...

Lettera LA STRADA PREPARATORIA


A proposito di...


  • ACCETTAZIONE del LIMITE, dei limiti dati da una malattia e da condizioni che si impongo nella vita, fonte di sofferenze difficilmente accettabili, appunto.
  • RESILIENZA, che arriva dopo, anche attraverso il sostegno terapeutico.

In questa condizione di grande e profonda sofferenza, di fatica quasi alla sopravvivenza, in questi sentimenti di impotenza, frustrazione, rabbia e mancanza di un senso vitale del  si inserisce il sostegno terapeutico, che lavora accogliendocontenendo questi vissuti e accompagnando la persona a ritrovare quelle risorse che sembrano perse ma che perse non sono. Il lavoro terapeutico ha l'obiettivo di recuperare aspetti di resilienza utili a ricostruirsi, riemergere e riprendere la propria vitalità, ristrutturando se stessi in un nuovo equilibrio, in un diverso ma funzionale assetto emotivo.

SPERIMENTARE è IMPARARE, imparare è sperimentare.

Il mondo dei bambini NON è il mondo degli adulti. Conoscere le tappe di sviluppo permette di allinearsi più adeguatamente a ciò che esprimono e di cui hanno bisogno; le risposte giuste.

 Fare/farsi domande, prima di dare/darsi risposte

  • Basta DIRE capricci.
  • MISURA non censura. 
  • MAI DIRE “smettila di piangere”. 
  • Cosa fare? LASCIALO fare! 

Stiamo lavorando su un nuovo progetto...

LA SCUOLA E' PER ME...


LA Scuola NON è quella delle tre I (inglese, informatica, impresa). 

La Scuola E' per Me quella che favorisce un processo di crescita e definizione di identità, in cui la dimensione cognitiva, emotiva e affettiva, procedono insieme formandosi pienamente senza che la parte di pensiero e di performance prevalga sull'educazione alle emozioni e ai sentimenti, all'empatia, alla capacità di vivere e sperimentare se stessi con consapevolezza di ciò che accade in sè e negli altri.

Progetto rivolto ai bambini
Laboratorio EMOZIONI da PROVARE

Traendo spunto dal film Inside out, il laboratorio ha l’obiettivo di favorire, rafforzare e valorizzare

  • il lavoro di riconoscimento delle emozioni,
  • la capacità di distinguerle e definirle,
  • la libertà e legittimità di sperimentare appieno ciascuna di esse.

Verranno proposti diversi temi e differenti contesti e situazioni che saranno la scena di base su cui i bambini potranno sperimentarsi. Ciascuna “scena” può essere vissuta in modi differenti a seconda dell’emozione che suscita e ciascun bimbo avrà un modo proprio per leggere la situazione, attribuire ad essa un significato, vivere un’emozione specifica.

Ogni bambino potrà interpretare come crede l’emozione che avverte o sperimentarsi poi con una diversa, provata magari da un altro bambino, giocandoci e giocandole: gioia, tristezza, paura, disgusto, rabbia ecc.

Progetto rivolto ai bambini

ASSI NELLA MANICA Fotografie di talenti


Valorizzare le risorse e le differenze, verso una integrazione di capacità, caratteristiche, competenze e contributi


Conoscersi ed essere riconosciuti: valorizzare i propri talenti, le caratteristiche positive e le risorse.

Quale valore possiamo portare agli altri e al gruppo nel suo insieme.

Fotografie dei talenti. Le peculiarità.

Conoscere gli altri, scoprire il network, comprenderne il valore e la ricchezza e saperlo usare. 

I singoli e l’insieme. Quando ciascun contributo è integrato con gli altri crea un insieme ricco e funzionale e permette ai singoli di essere forti su più fronti.

La storia: "Quando Tartaruga correva veloce" di Marta Sala.

...continua nella pagina Progetti - Approfondimenti...


FRATELLI: come gestisco interazioni, conflitti e gelosie?

 - Gemelli: complicità e identità


Un genitore che fa un passo indietro permette al figlio di farne molti in avanti!

Il valore del conflitto: affermazione di sé e regolazione reciproca

il conflitto è fisiologico; il gioco della lotta. Conoscere propri limiti ed esplorare le proprie risorse.

Aspettare e osservare senza intervenire. Saper esserci senza giudicare. Sportscasting

Proiezioni: il mondo dei bambini non è quello degli adulti

Lasciare a loro la chiave del conflitto e la soddisfazione di una soluzione condivisa. Ovvero una competenza nuova acquisita. Una maggior fiducia in sé e una maggiore autonomia.

...continua nella pagina  Progetti - Approfondimenti...

GENITORI COACH

COSA ti aspetti da me? Niente, TI aspetto!


The Parenting Magic Word: WAIT

RIE, Magda Gerber


"This word reflects a core belief in our babies’ natural abilities, respects their unique developmental timetable, fulfills their need to experience mastery, be a creative problem solver and to express feelings (even those that are hard for us to witness)"

.....continua nella pagina Progetti - Approfondimenti...


ADOLESCENTI: UNA SEPARAZIONE PER ESSERE  

Cosa accade quando per crescere occorre separarsi e individuarsi, uscire da uno stato di dipendenza per recuperare una dimensione di indipendenza e autonomia


A volte ci troviamo ad osservare un conflitto “patologico” all’interno di un conflitto evolutivo fisiologico, uno stato di arresto e di sospensione nell’impossibilità di evolvere nella crescita e procedere negli step di maturazione.

La dinamica separazione-individuazione comporta dei costi, uno su tutti la perdita di un sistema di sicurezza forte esterno, nel timore di non riuscire ad averne uno nuovo, proprio. La fatica di uscire da uno stato di dipendenza sicuro e confortevole, per entrare in un’autonomia che è anche assenza di riferimenti e insicurezza...

.....continua nella pagina Progetti - Approfondimenti....


Un
sufficientemente
che salva

La madre sufficientemente buona ... Donald Winnicott (1896-1971), psicoanalista inglese.


Con queste parole, questa definizione, si è come liberata o alleggerita la figura materna dall’incombenza del dover essere "perfetta" e infallibile, ingabbiata e spaventata dall'idea che, se non lo fosse stata, avrebbe causato irreversibili e potenzialmente gravi traumi al proprio figlio.

Al suo posto, una madre sufficientemente buona, imperfetta, ma affettivamente presente: si apre così lo spazio a una figura di madre che può mancare in qualcosa, può non capire, può non rispondere subito o del tutto al bisogno del bambino, può non sapere e non sapere cosa fare, può dunque sbagliare. E può farlo senza che questo generi necessariamente traumi o conseguenze psicologiche di sofferenza nel figlio. La spontaneità e la naturalezza del ruolo prevede quindi anche la parte di insicurezza e incertezza, la paura e l'ansia connesse al ruolo a cui la madre è chiamata. Contempla la fatica, la difficoltà, la stanchezza e i sentimenti di impotenza, l'idea di non farcela, o non farcela più, o il senso di colpa per quello che non si riesce a fare o si è fatto male.

Un sufficientemente che salva, dunque. Salva la mamma dai suoi sensi di colpa...


.....continua nella pagina Progetti - Approfondimenti....

MAMMA...CHE FATICA!

Ogni cerchio rappresenta un ruolo e una dimensione di sé...i cerchi si uniscono in costellazioni in tantissimi modi diversi. Ognuno ha il suo. Ma qualcuno è più funzionale e armonico di altri. 

In alcuni momenti di vita trovare la propria miglior costellazione risulta davvero molto faticoso.

Per questo abbiamo pensato di centrare l'attenzione su questa tematica, su questa fatica, che è comune e propria dei genitori: c'è una mamma ma anche una moglie e ancora una donna, e allo stesso modo ci sono papà, che sono mariti e sono uomini. 

Affinché nessuna parte venga trascurata e sacrificata, va ascoltato e accolto il bisogno di ognuna di queste di esserci ed esprimersi e trovare uno spazio fisico e mentale per essere guardata e valorizzata.

Un tempo dedicato a sé, un momento proprio, per guardare e fare ordine nei diversi cerchi e trovare la nostra migliore costellazione.

La fatica di diventare genitori, l'infertilità, e il percorso di procreazione medicalmente assistita (PMA)

Leggi l'Intervista su Radiomamma.it

Quando diventare genitori richiede di accettare una condizione e una diagnosi di infertilità e di affrontare un percorso di procreazione medicalmente assistita (PMA)

I vissuti - La coppia - Gli altri attorno - Gli aiuti - Eterologa - Il limite - L'obiettivo

MODELLARE I SOGNI SU UNA REALTA' POSSIBILE

Per evitare prevedibili frustrazioni occorre sognare ciò che è possibile fare e costruire i sogni sulla nostra realtà.


E' importante infatti misurare aspettative e desideri affinché non siano troppo oltremisura, troppo difficili da raggiungere; quando il gap tra ciò che si sogna e ciò che è possibile è troppo ampio la delusione può essere forte, e far precipitare la persona in un senso di vuoto, e di crisi. Sogni che non dimentichino dunque la realtà in cui si vive e lo status quo, ma proprio da lì partano. L'adrenalina sostiene il salto verso il sogno, la motivazione spinge a saltare ma è importante sapere di poter arrivare dall'altra parte, e non cadere nel...gap!

LA' FUORI C'E' UN MONDO!

Le mamme sono spesso immerse in un microcosmo: questo è fisiologico e protettivo nei confronti del figlio. Ma è importante che il sistema rimanga comunque aperto e permeabile all'esterno. Una rigida chiusura in se stesso e una compressione costante di necessità ed esigenze altre conducono a una saturazione del sistema che ha esito poi nella crisi. Aprire invece finestre sul mondo, attivare movimenti di uscita dal microcosmo significa per il singolo, ma anche per la coppia, rigenerarsi, ricaricarsi, decomprimere.

Permeabilità e flessibilità del sistema. 

Ciò permette la costruzione e il mantenimento di un clima famigliare meno soggetto a stress, frustrazione e rivendicazioni interne, in favore di un vissuto genitoriale più sereno e di uno stile di gestione più funzionale e costruttivo.

COPPIA CONIUGALE e COPPIA GENITORIALE: 

SONO LA STESSA COPPIA? 

A volte viaggiano nella stessa direzione e le due sfere evolvono armoniosamente insieme, si è amanti e al contempo genitori in un modo adattivo e funzionante. Altre volte la coppia coniugale e la coppia genitoriale prendono strade diverse, imboccano vie opposte, seguono percorsi paralleli, oppure si scontrano ed entrano in conflitto.

Movimenti continui di allontanamento e riavvicinamento, nel tentativo di riallinearsi ogni volta e far ricongiungere le due sfere. La fatica è quella di esserci e giocarsi sui due versanti, oscillare nei ruoli in maniera agile e flessibile perché vi sia un equilibrio delle parti, senza collassamenti di nessuna di queste.

Si è quindi parte non di una sola coppia ma di due coppie.

PRIMA CHE LO STRESS PORTI ALLA CRISI

E' importante saper riconoscere quando occorre un aiuto e un supporto, e iniziare da lì un percorso utile a

- ricercare, valutare e comprendere le difficoltà

- trovare per esse la via di uscita e le risorse più utili, funzionali, evolutive

 

Interventi su: Gestione dello Stress, quotidiano e/o lavorativo, Sintomi ansiosi, Difficoltà Relazionali. 


Un percorso di supporto e di sviluppo che permette di individuare e valorizzare le proprie risorse, trovare le corrette chiavi di lettura rispetto a ciò che accade, definire le più funzionali modalità di elaborazione e gestione, focalizzare la via di crescita e di sviluppo.


I nostri PROGETTI sono oggetto di INCONTRI tematici divulgativi. Guarda i Progetti e la sezione Eventi per informazioni.


OPPURE 


per accogliere e dare una risposta mirata su specifiche esigenze PUOI PROPORRE TU UN TEMA, che ti sta a cuore, che rispecchia le tue necessità, le difficoltà e le fatiche che stai vivendo e su cui senti il bisogno di un aiuto, di uno scambio o di un confronto.

GUARDA I NOSTRI PROGETTI nella pagina Approfondimenti

Proponi il tuo progetto. 

C'è un tema su cui ti interessa un confronto, un incontro, un supporto? Puoi proporlo attraverso questo modulo:
Grazie per aver proposto un tema di tuo interesse.
Si è verificato un errore.
Clicca qui per riprovare.

Le Promozioni

Segue l'evento MaMi Business II...


Promozione - MaMi Club 

dal 12 maggio 2018 al 12 giugno 2018 


Presso il Centro Medico Monterosa sarà possibile prenotare 

i colloqui con la dottoressa al costo di 60€


Le aree di interesse della promozione sono:

  • Area Work : colloqui di valutazione, sviluppo e valorizzazione delle proprie risorse e individuazione e potenziamento di nuove competenze, con l'obiettivo di favorire una crescita professionale e un miglior funzionamento della persona in ambito lavorativo. 
  • Area Clinica: colloqui di sostegno e supporto psicologico rispetto a disagi emotivo-affettivi e difficoltà relazionali.

I dettagli nel sito www.mamiclub.it nella sezione psicologi-famiglia


Centro Medico Monterosa (Via Monte Rosa, 3 Milano - MM Buonarroti)

La promozione è valida per i colloqui che avvengono nel mese della promozione ma anche per i colloqui che iniziano nel mese e proseguono oltre.

 

MaMi Business II Incontro, 

21 aprile 2018 Ore 10.00 - 13.00

presso Casa Stokke®, via Tortona angolo via Novi


Il secondo incontro del progetto promosso da MaMi Club per aiutare le mamme che hanno difficoltà a reintrodursi nel mondo del lavoro dopo la maternità o semplicemente vorrebbero intraprendere una nuova carriera. 

PROGETTO FERTILITÀ' 
Promozione presso Centro Medico Monterosa (Via Monte Rosa, 3 Milano - MM Buonarroti) 
Consulto Psicologico 60,00 euro

cerchi e spazi 

www.cerchiespazi.eu [email protected]+393381595489 

Visite presso Centro Medico Monterosa - Via Monte Rosa 3 MIlano


Anna G. Vailati p.iva 08237440964