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Psicologia

BAMBINI

SPERIMENTARE è IMPARARE, IMPARARE è SPERIMENTARE

Alcuni spunti per meglio relazionarsi con i bambini.

(Vedi anche i progetti Genitori Coach e Fratelli, come gestisco interazioni, conflitti e gelosie)


  • Basta DIRE capricci.
Sta comunicando ed esprimendo qualcosa, non svalutarlo, prova a capire che cosa.
Capricci è un termine sminuente, svalutante, ha un’accezione negativa rispetto invece a qualcosa che il bambino sta cercando di comunicare, qualcosa che pensa o che sente e che cerca di affermare. Dire e trattare le sue manifestazioni comportamentali ed emotive come “capricci” autorizza a ignorarle e svalutarle, quando, viceversa, è fondamentale mettersi in un assetto di comprensione e comunicazione con il bambino.

  • MISURA non censura.
Sperimentare attraverso qualche indicazione dell’adulto gli permette di conoscere il mondo. Se non prova non impara.
Ciò che occorre è insegnare a utilizzare e fare con misura, censurare non aiuta questo processo, anzi, lo impedisce. Il tabù, l'impossibilità di fare. il divieto, la censura innescano ansie, paure o al contrario sentimenti di sfida. Agire con libertà, provare, vedere, toccare, permette invece, sperimentando o attraverso qualche indicazione dell’adulto, di conoscere e trovare la giusta misura.
Sperimentare non negare

Apprendono perché provano a fare, sbagliano a fare; non perché fanno un atto di fede rispetto a quanto gli viene detto.

Non si apprende qualcosa perché qualcun altro ci dice come funziona, si apprende perché si prova a farlo, male, sbagliando, non riuscendo…fino a riuscire e quindi capire, ed imparare.

Le differenze vanno esaltate e apprezzate per la ricchezza che portano; non vanno invece negate né appiattite.

Così, negare l’esistenza di cose diverse (es. Il grembiule a scuola, perché? Perchè negare le evidenti differenze di abbigliamento tra i bambini? È una forma di censura pensata dall’adulto per dei preconcetti e sovrastrutture che solo l'adulto ha, il bambino fortunatamente ancora no. Ad un bambino poco cambia come è vestito l’altro. Anzi, impara a vedere la differenza, a sperimentarla, viverla, accettarla. Se la si nega gli si impedisce di vederla e quindi poi gestirla, fino a quando sarà il tempo in cui comunque se ne accorgerà. Si va a procrastinare qualcosa che esiste già, un mondo diverso dal proprio. 


  • MAI DIRE “smettila di piangere”. 
Il bambino va incentivato ad esprimere qualsiasi emozioni avverta. Accoglierlo, contenerlo, rassicurarlo senza negargli il diritto e la legittimità di sentirsi ed esprimere la sua sensazione e il suo vissuto.
E' importante non negare ad un bambino di esprimere ciò che sente. Strilla e dà fastidio, ci mette a disagio davanti agli altri forse ma ha il diritto e il dovere di esprimere come si sente. Lasciarlo esternare e dire ciò che avverte, coccolarlo, cambiare l’oggetto di attenzione, spiegare etc. queste, le strategie più funzionali, adattive e meno “castranti”. Educarlo all'emozione.


  • Cosa fare? LASCIALO fare! 
Meno controllo, più libertà, seppur vigilata. Fiducia nelle loro capacità di agire nel mondo e interagire con gli altri. A ogni età i propri scambi e le proprie regole relazionali e comunicative. Non interferire! Si sanno autogestire.
Lasciare agire i bambini,  parlarsi tra loro, giocare insieme, senza che vi sia un costante intervento dell’adulto. Perché l’adulto ha il suo mondo, di prospettive, di concetti (pre-concetti), di regole, di idee. Che spesso e volentieri poco valgono nel mondo dei bambini, che ha regole diverse, modi di stare insieme e al mondo diversi. Lasciare che provino, che si relazionino nel loro linguaggio e con le loro modalità. Senza le nostre paure, senza anticipare concetti (sociali) che arrivano dopo. es. Mai obbligare a condividere, magari proprio quando un bambino è nella giusta fase di non condividere, di godere del senso della proprietà, della scoperta delle proprie cose, che è la fase "pre" del concetto dell’altro e dunque della condivisione. Si va, in questi casi, contro a un comportamento fisiologico e dunque salutare per il bambino stesso. Che ci piaccia o no, che sia desiderabile socialmente o meno. che ci faccia fare una "figuraccia" o meno!

IL MONDO DEI BAMBINI NON E’ IL MONDO DEGLI ADULTI

Alcune condotte educative sono poco corrette e spesso disfunzionali ma vengono applicate comunque da genitori in buona fede che tuttavia non conoscono le tappe evolutive dei bambini e dunque spesso non comprendono il forte valore e l'importante significato delle diverse fasi che questi attraversano. Difficilmente dunque la risposta del genitore è pienamente adeguata, allineata e sintonizzata sui bisogni espressi.

    DOMANDARSI Perché fa così? E rispondersi con l’idea e la convinzione che il motivo sotteso è certamente importante e prezioso per il suo sviluppo. Cosa sta scoprendo di sé e del mondo? Di cosa ha bisogno? Cosa mi vuole dire? Cosa vuole imparare?

    Fare/farsi domande, prima di dare/darsi risposte


  • CONOSCERE IL MONDO DEI BAMBINI PERMETTE DI ALLINEARSI PIU' ADEGUATAMENTE A LORO, invece che proporre, imporre e proiettare, inconsapevolmente, forse, ma comunque prepotentemente sui bambini un mondo di adulti quando adulti non sono, rimanendo presenti e invadenti in un modo del tutto disallineato alle loro effettive necessità e caratteristiche.

LABORATORI

LA SCUOLA E' PER ME 

Work in progress...


LA Scuola NON è quella delle tre I (inglese, informatica, impresa). 


La Scuola è per me...quella che favorisce un processo di crescita e definizione di identità, in cui la dimensione cognitiva, emotiva e affettiva, procedono insieme formandosi pienamente senza che la parte di pensiero e di performance prevalga sull'educazione alle emozioni e ai sentimenti, all'empatia, alla capacità di vivere e sperimentare se stessi con consapevolezza di ciò che accade in sè e negli altri.

Daniele Novara.

Progetto rivolto ai bambini

Laboratorio EMOZIONI da PROVARE

Traendo spunto dal film Inside out, il laboratorio ha l’obiettivo di favorire, rafforzare e valorizzare 

  • il lavoro di riconoscimento delle emozioni,
  • la capacità di distinguerle e definirle,
  • la libertà e legittimità di sperimentare appieno ciascuna di esse.

Verranno proposti diversi temi e differenti contesti e situazioni che saranno la scena di base su cui i bambini potranno sperimentarsi. Ciascuna “scena” può essere vissuta in modi differenti a seconda dell’emozione che suscita e ciascun bimbo avrà un modo proprio per leggere la situazione, attribuire ad essa un significato, vivere un’emozione specifica.

Ogni bambino potrà interpretare come crede l’emozione che avverte o sperimentarsi poi con una diversa, provata magari da un altro bambino, giocandoci e giocandole: gioia, tristezza, paura, disgusto, rabbia ecc.

Progetto rivolto ai Bambini (e versione per Adolescenti):


ASSI NELLA MANICA, Fotografie di talenti


Valorizzare le risorse e le differenze, verso una integrazione di capacità, caratteristiche, competenze e contributi


Main points:

  • Conoscersi ed essere riconosciuti: valorizzare i propri talenti, le caratteristiche positive e le risorse
  • Colloqui individuali e lavoro di gruppo sul riconoscimento di chi siamo, del valore che possiamo portare agli altri e al gruppo nel suo insieme.
  • Fotografie dei talenti: abilità nello sport, particolari capacità sociali o relazionali, passioni, caratteristiche personali accentuate e particolarmente funzionali (es. capacità di ascolto, memoria, capacità oratorie, saper far ridere!, particolare reattività e problem solving etc. Le peculiarità.
  • La storia: "La cosa più importante" di Antonella Abbbatiello.
  • Dalle risorse: solo dopo si lavora su quelle che ad oggi risorse non sono
  • Conoscere gli altri, scoprire il network, comprenderne il valore e la ricchezza e saperlo usare.
  • I singoli e l’insieme. Quando ciascun contributo è integrato con gli altri crea un insieme ricco e funzionale e permette ai singoli di essere forti su più fronti.
  • Conosco la mia rete, so chi mi può dare una mano. La storia: "Quando Tartaruga correva veloce" di Marta Sala. La storia "Federico".