Relazioni in crisi

La coppia entra in crisi, i due partner si guardano, ma non si trovano più. Parlano lingue diverse, sentono quello che l'altro non dice o non ascoltano ciò che l'altro esprime. Non ci sono più sguardi di intesa, capaci di cogliere il non detto, di sintonizzarsi su una dimensione intima e silenziosa tanto quanto profonda e autentica. Uno dei due prova allora a mandare messaggi di allarme, lancia segnali di disagio e di insoddisfazione, che diventano richiami di aiuto, gridati all'altro o a qualcun altro, affinché qualcosa cambi, e si torni a capirsi, a sentire nuovamente..l'altro. Questi a volte se ne accorge, a volte no, a tratti persevera in una relazione appesa, per paura di dover decidere, di dover fare qualcosa di cui non si sente capace. Quando non si trovano risposte dentro di sé, quando non si decifra il proprio sentimento allora è difficile trovare il coraggio e la spinta a puntare sulla coppia, e scommettere su un futuro condiviso. Pare più sicuro giocare in difesa, e lasciar correre e scorrere il malcontento perchè l'empasse è avvertito come un disagio più tollerabile rispetto al dover compiere una scelta definitiva. Allora la crisi si cronicizza, diventa routine, in una continuità fonte di sofferenza che pervade i singoli oltre che la coppia. Finché uno dei due torna a gridare aiuto e prova di nuovo a rompere quel malsano equilibrio che si è in qualche modo creato, senza parlare, senza dirsi, senza decidere. E l'altro deve farne i conti, e rispondere, trovare una risposta per dare un nome diverso e una nuova forma alla coppia, per ridefinire il rapporto e individuare la formula di oggi per stare insieme, ma il punto è: esiste un progetto di unione convinto e condiviso? Questa risposta è il tassello alla base della forza e della risorsa che la coppia può trovare in sé per far fronte alle difficoltà che attraversa. E uscire dalla crisi, dando lo spazio alla coppia di risorgere in una storia nuova.

COPPIA CONIUGALE E COPPIA GENITORIALE...SONO LA STESSA COPPIA?

A volte le due sfere viaggiano nella stessa direzione ed evolvono armoniosamente insieme, si è amanti e si è genitori in un modo adattivo e funzionante.

Altre volte la coppia coniugale e la coppia genitoriale prendono strade diverse, talora imboccano vie opposte, oppure seguono percorsi paralleli, o ancora accade che si scontrino ed entrino in conflitto. Si tratta spesso di movimenti continui e oscillazioni tra allontanamenti dei due soggetti e riavvicinamenti. Il tentativo è quello di riallinearsi ogni volta e far ricongiungere le due sfere. Sottesa è la fatica a rimanere in uno stabile equilibrio, in uno stato di integrazione e coesione.

I diversi momenti di vita, poi, richiamano e richiedono un'attivazione e un investimento maggiore su una dimensione per lasciare sullo sfondo, temporaneamente, l'altra. In alcuni casi è invece necessario uno sforzo forte sui due fronti, perché le "due" coppie si diano nutrimento ed energie vicendevolmente, rimanendo in primo piano sulla scena entrambe. La fatica è allora quella di esserci e giocarsi sui due versanti, oscillare nei ruoli in maniera agile, flessibile, perché vi sia un equilibrio delle parti, senza collassamenti di nessuna di queste.


Ciascuna coppia ha poi un naturale sbilanciamento verso l'una o l'altra sfera; alcune sono più evidentemente forti e solidali come coppia coniugale, altre tendono spontaneamente a esprimersi prima come genitori e più facilmente accantonano l'aspetto amoroso della coppia in sé, privilegiando l'aspetto amorevole e affettuoso di cura e dedizione ai figli. Nonostante le naturali predisposizioni è indubbio che molto giocano i momenti e le fasi della vita che la coppia o il singolo attraversa.

Specifici eventi comportano infatti la necessità di dedicare tempo ed energie per svolgere al meglio la funzione genitoriale; si pensi al momento stesso della nascita di un figlio. Questa di necessità e fisiologia richiede una maggior dedizione al nuovo nato che reclama tempi e spazi quasi totalizzanti: qui la coppia coniugale deve saper aspettare, per poter pian piano re-investire sulla dimensione amorosa quando il figlio cresce, trovando e recuperando nuovamente spazi propri. Ma, ancora, un figlio adolescente, per i compiti evolutivi che affronta, può richiedere alla coppia molte attenzioni ed energie, e qui di nuovo la funzione genitoriale irrompe con forza nello spazio della quotidianità, fisico e mentale.


D'altra parte momenti personali più critici, un nuovo lavoro, un problema di salute, possono essere affrontati in un modo meno stressante per il soggetto se c’è la presenza dell’altro in quanto coniuge, al di là della funzione che riveste come genitore.


Da qui dunque la necessità di tollerare fisiologici sbilanciamenti, che non possono però rimanere fissi creando scompensi e collassamenti dell'una o dell'altra parte e che devono invece essere accompagnati dalla capacità di recuperare quanto si è lasciato indietro per riprendere una corsa comune e condivisa.

Ecco allora che il soggetto si esprime non in una sola coppia ma in due; a volte trova coerenza in se stesso e un senso di armonia, a volte invece si sente strattonato dall'una o dall'altra parte senza riuscire a far conciliare e integrare le due sfere in cui è coinvolto. Si avverte la fatica, l’inadeguatezza sull’uno o sull’altro fronte; occorre a quel punto comprendere, ri-leggere ciò che accade, entrare nei propri vissuti ma anche nelle modalità comportamentali, per individuare strategie più funzionali e un miglior assetto proprio e di coppia.