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Psicologia

A NATALE: LA MAGIA

A Natale si può regalare il senso della magia, dell’immaginazione, del desiderio, della curiosità e dell’esplorazione, spinte vitali che poco hanno in comune con ciò che accade oggi, a Natale. Il periodo pre-natalizio che culmina il 25 dicembre è, di questi tempi, lo sfondo su cui si asseconda e si favorisce, purtroppo, la tensione a chiedere, richiedere, desiderare oggetti, in quella che ormai è una “pratica inerziale“ - per usare un termine di Daniele Novara e che rende bene qualcosa che si fa perché così si fa, senza più intenzione e consapevolezza bensì come automatismo - ovvero quel processo per cui si chiede “dimmi cosa vuoi”, “scrivi l’elenco degli oggetti che desideri”, si continua con “compro i regali che hai chiesto e anche di più”, per finire nel “tu li scarti voracemente per accumulare tanti nuovi oggetti”. Questa concatenazione di scambi comunicativi e comportamentali va a soddisfare quel senso onnipotente del bambino che si innesta nel “ho avuto tutto ciò che volevo” che il genitore ha di fatto sollecitato e favorito - nonchè compensato - e che va a braccetto con “ti ho dato tutto ciò che volevi”, un pensiero che fa sentire il genitore buono, capace, adeguato.

Ecco, forse occorre ritornare a una dimensione mentale, immaginifica più che concreta, recuperare un alone di magia e segreto, di immaginazione di realtà altre, di storie e personaggi, di attese, di speranze e desideri che prendono forma, rinforzando nel bambino queste stesse dimensioni, che sono importanti, di cui ha bisogno, che fanno bene, che sono ricche di sogni e che rappresentano esperienze positive, utili ad una buona crescita………………………………………………………….

Il desiderio è vitale più della sua soddisfazione, e tanto più c’è magia e speranza e attesa dietro a quel desiderio più quel desiderio (uno solo o pochi veramente voluti, sentiti, pensati e richiesti) sarà fonte di gioia pura, di felicità, di scoperta e meraviglia.

SCOPERTA MERAVIGLIA sono importanti sensazioni che i nostri figli dovrebbero riuscire a esplorare, sentire e vivere, perché quelle sì che fanno stare bene e fanno bene. E per arrivare a scoprire e meravigliarsi, la strada da percorrere prima è quella della magia e di un desiderio quasi un po’ segreto, che non è un volere oggetti, ma è raccontarsi e raccontare delle storie anche a partire da quell’oggetto ma che non si esauriscono nella sua concretezza, è il senso che quell’oggetto ha per il bambino, l’uso che ne può fare, che lui stesso si immagina, la realtà che si costruisce e che si crea attorno a quell’oggetto.

Non è il semplice “voglio quella cosa”, facciamo che non sia cosi. Se no si spengono una serie di capacità, competenze e caratteristiche dei bambini che sono invece quelle parti più vitali e positive che li caratterizzano e che non devono perdersi nella strada che li porta all’essere adulti.

E’ l’evento che stiamo aspettando, è la preparazione di un setting speciale, che avviene prima nella mente del genitore, perchè è da lì che passa e arriva ai bambini. Parte dalla nostra capacità di crederci, dal nostro stesso desiderio di fargli vivere una magia, e di viverla anche un po’ noi stessi, e non cadere nella concretezza arida di vita che è l’apertura dei regali che ha chiesto.

Così negli scambi tra noi adulti, spinti dai mille impegni quotidiani, dal dover fare, copriamo il Natale con una complusiva spinta ad acquistare pur di dare e di aver dato senza che dietro si creino significati, senza che ci sia un senso e un valore di ciò che vado a cercare per l’altro, di ciò che ho capito dall’altro, di ciò che ho colto nell’altro come desiderio o bisogno.

Natale non deve essere la festa dei regali, la giornata dei regali, che peraltro ormai è tutti i giorni, perché si compra e si regala a noi e agli altri e ai bimbi tutti i giorni, non c’è più un distinguo tra quotidianità e compleanno/Natale a sostenere il valore di un dono richiesto e ricevuto.

Natale è un giorno e un tempo speciale e magico ma lo è solo se noi riusciamo a viverlo così, e a trasmettere emotivamente loro e immettere nelle relazioni con i nostri figli quella FAVOLA che poi leggiamo loro sui libri la sera, e che tiene lontana e bandita la percezione che il 25 dicembre sia la giornata mondiale dei regali.